Comune di Lavizzara
Ufficio Tecnico
Agenzia comunale AVS

Brontallo Menzonio Broglio Prato Sornico Peccia Fusio

brontallo.png Brontallo

L'amministrazione patriziale di Brontallo si compone di:
Presidente Nicola Demartini Tel. 076 693.28.45

Attualmente gestito dal Comune di Lavizzara

Indirizzo mail: brontallo.patriziato@bluewin.ch

Il territorio del Patriziato di Brontallo si estende su tutta la giurisdizione territoriale della frazione di Brontallo del Comune di Lavizzara.
Il Patriziato generale di Brontallo confina, sul versante a settentrione:
a sud con il fiume Lavizzara,
a nord la cima confina con il Patriziato di Cavergno,
a ovest con il comune di Cevio, frazione di Cavergno,
a est con la giurisdizione della sezione Menzonio del comune di Lavizzara.

Sul versante a meridione il territorio confina:
a ovest con il torrente della Valle Serenello,
a est con il torrente della Valle di Cocco,
a sud con la giurisdizione del Comune di Giumaglio e la Valle Verzasca.

Oltre i confini generali indicati, il Patriziato si estende sulla giurisdizione del comune di Cavergno con una proprietà promiscua con Cavergno in parti uguali confinati con la giurisdizione generale di Cavergno e a sud con il fiume Lavizzara.

Gli alpi di proprietà del Patriziato sono due:
l'alpe situato in valle Serenello con diversi corti posto sul versante a meridione;
l'alpe Spülüi sopra il paese di Brontallo a 1800 ca. m/sm sul versante a settentrione, ancora caricato con un centinaio di capre.

Di proprietà del Patriziato è pure la strada di accesso ai Monti di Margoneggia (munita di barriera), sopra il paese di Brontallo, che parte dalla frazione di Menzonio



menzonio.png Menzonio

Conta due centinaia di patrizi per la maggior parte domiciliati fuori dal comune o anche all'estero.
L'Amministrazione Patriziale ha sede a Menzonio, dove si tengono anche le Assemblee.
I suoi fondi si trovano sul territorio di Menzonio, per la maggior parte a superficie boschiva. Possiede gli alpi di Lareccio e Cocco sui quali sono state riattate delle cascine, l'ultima quest'anno al corte Chent (Cocco) con l'aiuto di diversi e zelanti volontari. Lareccio, sul versante solatio, è tuttora utilizzato per il pascolo di bestiame minuto, mentre le cascine di Cocco sono affittate ad appassionati della montagna. Per l'anno prossimo si prevede di organizzare una giornata di volontariato per la pulizia dei sentieri di montagna maggiormente utilizzati, così che, anche il turista più sprovveduto non abbia rischio di perdersi.

I membri dell'amministrazione patriziale per il periodo 2009-2013 sono:

Presidente:
Franco Conti

Membri:
Michele Anzini
Tiziano Tormen

Supplenti:
Fabrizio Anzini
Damon Grandi

Segretario:
Lorenzo Canepa (dal 1. gennaio 2017)
mail: lcanepa@bluewin.ch



broglio.png Broglio

l territorio del Patriziato di Broglio si estende su 1294 ettari, di cui il 52% coperto da boschi, il 44 % improduttivo, il 3% prati e campi e l'1% ca. occupato da insediamenti. Il punto più basso (a 650 m s/m) si trova alla confluenza del Ri Vall Màla con il fiume Maggia e il più elevato sulla cima dello Zücar (Monte Zucchero) a 2735 m s/m.

L'amministrazione patriziale di Broglio è composta da:

Presidente:
Luca Donati

Membri:
Doriano Donati
Gianluigi Donati

Supplenti:
Sandro Donati
Zoppi Daniele

Segretaria:
Rita Donati 

Indirizzo e-mail   patriziatobroglio@bluewin.ch     

Gli alpi di proprietà del Patriziato sono tre:

  • Tomeo situato nell'omonima valle. Lo sfruttamento alpestre di questa zona è cessato all'inizio degli anni cinquanta ed ora viene estivato un centinaio di pecore. A Corte Grande, in vicinanza del lago si trova la capanna Tomeo. La stessa può ospitare fino a 20 persone. Durante l'estate è presente il guardiano. Per informazioni e riservazioni contattare il numero di telefono 079 485.23.88 oppure l'indirizzo e-mail: capannatomeo@bluewin.ch.

  • Vaccariscio situato sul versante sinistro della frazione di Fusio, che assieme all'alpe Mognola del Patriziato di Fusio, viene sfruttato con una quarantina di mucche e 200 capre. Dal 2002 al 2007 i due alpi hanno fatto l'oggetto di una ristrutturazione che oltre a ammodernarne le attività legate alla produzione del formaggio, intende valorizzarne le caratteristiche storiche, culturali e turistiche, grazie alla presenza di un acquedotto di sasso, di una cascina-museo e di altre preziose testimonianze del passato. Attualmente l'alpe è caricato da Lino tocalli.

  • Brunescio situato sul versante destro delle frazioni di Prato e Sornico. Il suo sfruttamento è assicurato da una trentina di mucche e 150 capre. Dei 50 diritti d'erba di questo alpe il Patriziato di Broglio ne possiede 38, il Patriziato di Prato 8 e quello di Sornico 4. Anche questo alpe ha fatto l'oggetto di una ristrutturazione negli anni dal 1995 al 1998. Attualmente l'alpe è caricato da Elio Leoni.

Il Patriziato di Broglio è proprietario ed ha sede nell'edificio posto sulla strada cantonale che in passato accoglieva la scuola, la sede dell'ex comune di Broglio ed altri locali destinati ai bisogni della popolazione. Esso possiede pure un edificio in località Ronsgia con un appartamento ed alcuni locali di servizio.

Presso la casa patriziale è a disposizione della comunità una sala riunioni per circa 30 persone; la stessa è utilizzabile da chiunque ne faccia richiesta. 

Dall'analisi dei registri parrocchiali risulta che nel 1600 le famiglie residenti a Broglio erano ben 29: Adamini, Bernardi (anche De Bernardis), Brusati, Correggioni (Corengioni), De Giorgis, Del Grand, Della Maria, Donadini, Donatus (Donato), Franciscis (Francischi, Franceschini, Francischoli, Francisconi), Grandi (Grandis), Grassi, Joclio (Joclii, Joclius), Mazza, Molinini , Padovani, Pedranti, Pescatore, Pometta, Sartoris (Sartoribus), Stornino, Testa, Tondinus, Tonii (Tonini, Tontii), Tonzini, Toscanei (Toscanello), Zanis (De Zanis, Zannis, Zanetis), Zochetis e Zop (Del Zop).
Nei secoli successivi molte di queste famiglie si sono estinte o comunque non risultano più presenti a Broglio e a fine ottocento ne ritroviamo otto, e cioè: Dellamaria, Donati, Francesconi, Mazza, Pedranti, Pometta, Tonini e Zoppi. Attualmente le famiglie patrizie residenti a Broglio sono i Donati, i Tonini e gli Zoppi.

Il Patriziato di Broglio conta 86 fuochi con 219 patrizi iscritti nel catalogo elettorale (stato al 31.12.2005).

Nel 2006 il Patriziato di Broglio ha pubblicato un ricco e approfondito repertorio dei nomi di luogo che localizza e descrive oltre 700 toponimi. Questa pubblicazione può essere ottenuta al prezzo di fr. 30.-, rivolgendosi all'Amministrazione patriziale.

Nel corso degli anni il patriziato di Broglio ha messo in stampa diverse pubblicazioni; le stesse possono essere richieste tramite posta elettronica. 



prato-sornico.png Prato

Gli organi del Patriziato sono:

  • L'assemblea patriziale
  • L'ufficio patriziale

L'assemblea patriziale:

Le assemblee ordinarie sono due per ogni anno:

la prima si riunisce l'ultimo lunedì del mese di marzo:

  • esamina il rapporto della commissione della gestione
  • delibera sul consuntivo e sulla gestione patriziale

la seconda si riunisce l'ultimo lunedì del mese di novembre:

  • esamina il rapporto della commissione della gestione sul preventivo e delibera sullo stesso
  • nomina la commissione della gestione

L'ufficio patriziale:

L'ufficio patriziale si compone di 3 membri, compreso il Presidente
e di 2 supplenti

Presidente: Antonio Mignami
Vice presidente: Christian Foresti
Membro: Michele Mignami
Membri supplenti: Elio Mignami - Nadia Poncetta Ceresa

La commissione della gestione si compone di 3 membri e 2 supplenti.

I dipendenti del Patriziato:

La segretaria:
Rita Piezzi Mignami  

Territorio:

Il territorio del patriziato si estende su tutta la giurisdizione territoriale del Comune di Lavizzara, sez. Prato Sornico, entro i seguenti confini: a nord con Peccia e Fusio, ad ovest con il Patriziato di Sornico e Broglio, a sud con Broglio, ad est con la Valle Verzasca e la Valle Leventina.

Beni patriziali:

  • Chiesa di Prato
  • Oratorio di Vedlà
  • Oratorio di San Carlo
  • Cassa dei Morti
  • Beneficio Guidini
  • Legato Miniami
  • Legato Pedroia
  • Legato Beata Vergine

Locazione alpi:

  • Campala
  • Fontana
  • Soveltra
  • Campo Tencia
  • Pertusio 1/5 (4/5 proprietaria la Parrocchia di Prato Sornico)
  • Lareccio 5/8 (3/8 proprietaria la Parrocchia di Prato Sornico)

La locazione degli alpi viene fatta tramite pubblico concorso ogni 6 anni, la prima domenica di ottobre per i 6 anni successivi, la prima volta nell'anno 2000 per gli anni 2000/2006.

La locazione dell'alpe Pertusio viene fatta dalla Parrocchia di Prato Sornico, maggiore comproprietaria.

La locazione dell'Alpe Brunescio viene fatta tramite pubblico concorso ogni 6 anni, il bando di concorso è pubblicato dal Patriziato di Broglio, maggior comproprietario, come dall'accordo stipulato tra gli Enti comproprietari il 26 novembre 1995.

Locazione stabili: 

  • Casa Patriziale adiacente al Palazzo comunale (appartamento di 3 ½ locali)
  • Cascine sugli alpi non facenti parte dei corti degli alpi



prato-sornico.png Sornico

Il territorio del Patriziato di Sornico si estende su parte della giurisdizione territoriale del Comune di Lavizzara, entro i seguenti confini:

A destra del fiume Lavizzara:

verso Peccia il confine segue il Riale Pianascio salendo fino alla sorgente, su questo
percorso all'altezza del Monte "Ovigo Alto", andando in direzione Alpe Brunescio in linea
trasversale si arriva alla croce dei Ganai, proseguendo si arriva alla croce della montagna
Motto, da qui discendendo per il vecchio sentiero di Brunescio si arriva al Croadascio,
croce, quindi sempre discendendo si giunge al Corte Guidi, croce su un sasso vicino al
sentiero , si discende giungendo alle chiudende di Rima, qui la croce, da qui per il
Caorghello, si arriva al fiume Lavizzara circa 15 metri lineari di dentro del ponte di Prato.

A sinistra del fiume Lavizzara:

il confine parte dal tombino a nord "Ristorante al Ponte", si sale in linea diretta fino al
Monte Tabor seguendo il filo della montagna fino al Pizzo Ruscada.

A sinistra del fiume Lavizzara verso Peccia:

alla Cappellina dei Sette Dolori, sul sasso dove sorge la cappella c'è la croce, seguendo in
linea si arriva in fondo alle chiudende della montagna "Piamosello" qui su un sasso è
scolpita la croce, si sale fino alla croce della montagna "Piano del Monte", che si trova
fuori dalle stalle ; in linea diretta si giunge al Pizzino indi Pizzone che sono due grandi
sassi, poi si prosegue fino al Pizzo Ruscada.

Alpe Brunescio:
l'alto dominio dell'Alpe Brunescio si trova sul territorio giurisdizionale del Patriziato di
Sornico, mentre la proprietà è così suddivisa :

Patriziato di Broglio 38 diritti d'erba
Patriziato di Prato Vallemaggia 8 diritti d'erba
Patriziato di Sornico 4 diritti d'erba


Altri Beni:
Maggenghi:

Poncina e Pioda (versante destro)
Piemosello (versante sinistro)

Particelle RT:

no. 251 località Campagna, prato con stalla
no. 252 località Campagna, prato

Comunella con Prato-Broglio:
La Comunella Broglio-Prato Vallemaggia e Sornico, versante destro è stata sopressa con
voto unanime dall'Assemblea patriziale del 27 marzo 1998. Per quanto riguarda i nuovi
confini si rimanda al progetto di divisione della Comunella allestito dall'Ufficio forestale del
VII Circondario (febbraio 1998).

Il Patriziato di Sornico partecipa al Consorzio "Strada forestale boschi di Rima e dell'Ovi".

Gli organi del Patriziato sono l' assemblea patriziale e l'ufficio patriziale.

L'ufficio patriziale (esecutivo 2009 - 2013) è così composto:

Presidente                  Giorgio Cavalli,
Vice presidente         Marioliva Cavalli
Membro                      Romano Moretti

2 Supplenti                 Athos Cavalli e Laura Fenini

Guardaboschi             Edy Moretti

Usciere                        Giaele Cavalli

Segretaria                   Elena Fenini


Cittadini Patrizi: ca. 100 di cui 71 votanti

Fuochi: 38

Cognomi patrizi: Cavalli, Moretti, Cotti, Jelmini, Fenini, Melia, Oberti



peccia.png Peccia

 

Scheda d'identità

l'Ufficio patriziale per la legislatura 2017-2021 é così composto:

Presidente: Fausto Rotanzi
Vice Presidente: Elio Biadici
Membri:
Francesca Mattei
Alan Bagnovini
Davide Rotanzi

Segretaria: Olivia Hirling-Monaci

Dal 1997 all'Assemblea é stato affiancato il Consiglio patriziale composto inizialmente da 17 membri, ridotti a 12 a partire dalla legislatura 2013-2017.

Cittadini patrizi: 446 di cui 393 votanti (dato 2016)
Fuochi: 254 di cui 48 residenti nel comprensorio di Peccia (dato 2016)
Cognomi patrizi:
Bagnovini, Bazzi, Biadici, Giovanettina, Giulieri, Mattei, Medici, Notti, Patocchi, Piccinotti, Rossi, Rotanzi, Vedova.
Cognomi Patrizi nuovi per reintegra o per opzione:
Arrigoni, Barzaghi, Beldì, Berdondini, Bernasconi, Bieri, Bonetti, Cavalli, Chiaramonte, Chiesa, Crisafulli, Croci, Dazio, Ferraro, Gaetani, Gasser, Gerosa, Ghidelli, Kaälin, Lafranchi, Leoni, Liner, Mignami, Monaci, Nicoli, Pezzoli, Piotti, Radaelli, Ragazzi, Rampling, Rota, Russo, Salogni, Sarra, Strkalj, Torelli, Valsecchi, Zanga, Zanini, Zanni, Zanoli, Zingg.
Cognomi patrizi scomparsi:
Baldassari, Bertinoia, Fruzzini, Gargiolone, Loschi, Piscioli, Spagnoli, Tonassina, Zoppi.

Sede: Casa patriziale in Peccia.

Stemma patriziale:
l'abete origine del nome di Peccia (in dialetto l'abete é denominato pescia), con incastonato il'laveggio (paiolo in pietra ollare), emblema di una fiorente industria che ha segnato secoli dell'economia della Valle di Peccia e della Lavizzara sino all'inizio del 1900.Partecipa al Consorzio Strada Piano di Peccia Galleria Frodalta (ente fondatore nel 1995) e a quello della Strada forestale boschi di Rima e dell'Ovì (fondato nel 1988). Il Patriziato é membro dell'organizzazione dei Patriziati della Vallemaggia (COPAVAM) e di quella cantonale (ALPA). Il territorio giurisdizionale del Patriziato corrisponde al comprensorio dell'ex Comune di Peccia (aggregato il 4 aprile 2004 al nuovo Comune di Lavizzara) di ben 5426 ettari. Comprende tutto il bacino imbrifero delle Valle di Peccia, sale verso Mogno - Fusio (confine al ponte sul riale Alpigia a Mogno) e a sud a valle della Capellona in direzione di Sornico. Il territorio é fortemente corrugato, segnato da dislivelli impressionanti che oscillano tra gli 800 m, il punto più basso al confine con Sornico, e i 2911 m del Pizzo Cristallina. Il Patriziato é confinante con i territori dei Patriziati di Sornico, Prato Vallemaggia, Broglio, Fusio, Cavergno, Bignasco.

Frazioni abitate del comprensorio:
Peccia paese e, in Valle di Peccia, Cortignelli, San Carlo e Piano.

Frazioni abitate, in prevalenza, saltuariamente (residenza secondaria):
Corgello e Cambleo (verso Fusio), Veglia e Sant'Antonio (al Cort) in Valle di Peccia.

Maggenghi: da l'Ovi, Taieul, Volpiegn, Volpiegn zot, Pian da Gana, Zot, Bianchéta, Pianesc, Canscéi, l'Isola, Erta da Sciumenta, Stangialgo, Gheiba, Erta, per citarne alcuni.

Un'importante risorsa economica locale é costituita dall'estrazione del marmo dalla cava ubicata ai piedi della Punta della Rossa. La vena é sfruttata da oltre 70 anni (dal 1946) dalla Cristallina SA e a Peccia si é sviluppata una scuola di scultura, iniziata dallo scultore Rolf Flaschmann e poi dal 1984 diretta dall'artista Alex Naef. Un'industria che é stata fiorente in Valle di Peccia fino all'inizio del 1900 é stata quella dell'estrazione e manifattura della pietra ollare. Le alluvioni d'inizio 1900 specialmente quella disastrosa del 1903, che causò la distruzione degli ultimi laboratori di lavorazione della pietra a San Carlo (i Turn, come é localmente chiamato anche il villaggio) posero termine alla plurisecolare attività, che portò i laveggi locali sui mercati cantonali, della Lombardià specialmente di Milanò e, si dice, persino di Amburgo. Un'altra importante industria locale iniziatasi nei primi anni cinquanta é quella idroelettrica, con la Centrale OFIMA al Piano di Peccia, il suo laghetto di compenso, la stazione di smistamento e la galleria che collega la Valle di Peccia con San Carlo in Valle Bavona (lunghezza circa 7 km). In Valle di Peccia la Ditta OFIMA edificò un quartiere di nuove case bifamiliari e d'appartamento, complesso che é diventato un quartiere a se stante chiamato Casetté. I settori agricolo, alpestre e forestale sono pure da sempre ambiti d'attività importanti per l'economia del Patriziato.

1. Breve nota storica
In documenti del 1369 sono citati beni posseduti dagli Orelli. La prima menzione documentata che riguarda Peccia risale al 1284. La spartizione territoriale fece nascere anche qui la Vicinanza indipendente (1374), successivamente anche detta "Comune Maggiore". Analogamente ad altre situazioni della Valle, sembra essere esistita una gerarchia tra le diverse vicinanze, che vedeva appunto Peccia essere il centro della Valle, perlomeno per un certo periodo>. l'attività agricola, l'allevamento del bestiame e lo sfruttamento forestalé diverse lésovendé costruite per la fluttuazione del legnamé e l'estrazione dapprima della pietra ollare e poi del marmo, hanno favorito la presenza e le attività dell'uomo.

2. Peccia e i suoi alpi
Sul territorio giurisdizionale di Peccia troviamo 11 alpi, ognuno dei quali composto da diversi corti,  (Alpigia, Arenà versante verso Fusiò Bolla, Froda, Croso, Masnaro, Serodano, Sassi, Sonadella, Soveneda, Vallemaggioré in Val di Peccia) di proprietà patriziale, parrocchiale, e solo in parte Soveneda, di privati. Sino ad alcuni decenni or sono erano ancora tutti caricati. Oggi sono ancora sfruttati a titolo principale, con mucche e capre, due alpeggi (Froda e Bolla, Serodano) e altri sono utilizzati collateralmente a questi ultimi o in modo parziale (Alpigia, Arena, Croso, Masnaro, Sassi, Vallemaggiore). Seppure qua e là diversi interventi di miglioria sono stati eseguitì nuove cascine e stalle, riatta- zione degli stabili esistenti, accessi, impianti di trasporto a filò la struttura base degli alpeggi ricalca la situazione logistica del secolo scorso. Quindi stabili vetusti, poco pratici, sfruttamento su molti corti, insomma un'attività alpestre non più consona con le evoluzioni avvenute nei decenni scorsi nel settore agricolo. Tuttavia i migliori alpeggi sono ancora oggi sfruttati, con il ricambio generazionale assicurato perciò il futuro é assai incoraggiante. In tutto questo contesto non vi sono da dimenticare le profonde mutazioni che tutti i comuni montani hanno subito, con il generalizzato, graduale e purtroppo continuo abbandono dell'attività nel settore agricolo. Peccia ha ben reagito a questa situazione, confrontato nell'immediato dopo guerra con notevoli mutamenti socio-economici:

-  inizio dello sfruttamento della cava del marmo da parte della Cristallina SA nel 1946,
-  i lavori idroelettrici della prima metà degli anni cinquanta.

Questi importanti eventi hanno mutato profondamente l'aspetto fisico della Valle di Peccia e parzialmente di Peccia paese e inciso sulla socio-economia locale: Peccia é stato uno dei primi Comuni con la rete delle canalizzazioni e ancora attualmente riesce a mantenere, almeno in parte, la sua popolazione, anche se in questo comprensorio lo spopolamento ha lasciato e lascia segni importanti e preoccupanti. Il comprensorio ha però mantenuto il suo carattere di paese alpino, discosto e periferico, con poche possibilità di un flusso continuo di scambi culturali, poco incline al mutamento umano, anche perché i profondi mutamenti intervenuti non sono venuti per lo più da un'azione endogena, ma quale conseguenza d'azioni esterne e quindi, anche se in fondo vi sono stati benefici alla socio economia locale, azioni subite d'imperio.

3. l'attività del Patriziato nel settore alpestre

In questo contesto, per un evidente condizionamento storico, per il Patriziato non é stata cosa facile prendere iniziative ritenute avanguardistiche e dense d'incognite.
I mutamenti maturano passo dopo passo, con fatica: - l'immagine tipica dell'uomo della montagna diffidente, titubante nelle iniziative cui non vede bene ove portano, la paura dei debiti, del nuovo, dei cambiamenti repentini si presenta in luce, come in quelle vecchie fotografie che con una forte e nitida immagine centrale che sfuma poi a contorni velati, misteriosi. Eppure, scorrendo i documenti dell'archivio patriziale, non si può affermare che non vi furono iniziative, l'aspetto del settore alpestre e le sue necessità furono sempre presenti e molto é stato investito nel settore. Forse, con il senno di poi, si poteva fare meglio raggruppando gli interventi per un miglior fine. Accanto alle paure locali, ha sicuramente giocato che lo Stato non ha svolto nei passati decenni tutto quel ruolo di sprone e d'iniziativa che avrebbe dovuto avere, in una situazione di degrado socio-economico dei Comuni montani e vallerani più discosti e con maggiori difficoltà. Investimenti importanti furono fatti altrove, ove vi era più disponibilità, ma anche ove provenivano in maggioranza i vari funzionari e le risorse economiche. Da noi sono sempre mancati gli uomini di collegamento con i cordoni e i bordoni dello Stato nelle valli. Qualcosa si é modificato negli ultimi decenni, specialmente a partire dagli anni settanta con la nuova politica di sviluppo delle Regioni di montagna, con i piani di sviluppo regionali. Ma passiamo a descrivere alcune iniziative indicative e con intenti di proporre soluzioni globali intraprese nel corso del secolo scorso. Correva il 4 luglio 1926 che l'amministrazione patrizialé a quel tempo Comune e Patriziato erano retti da un'unica amministrazione, presidente Casimiro Matteì sollecitata dall'assemblea, convo- cava un certo geometra Biasca per valutare un progetto di miglioria alpestre e di quali sussidi si poteva percepire. Il sopralluogo avvenne il 24 luglio 1927 e non si sa che seguito ebbe l'iniziativa. Si deve andare sino all'inizio degli annì60 per intravedere nuove iniziative concrete:

Anno 1957:
inizio progetto di concentrazione della proprietà degli alpi, raggruppando i diritti d'erba tra Patriziato, Comune e Parrocchie. Il progetto di raggruppamento e riordino delle proprietà fondiarie si conclude a metà degli anni sessanta. é la pietra miliare che permetterà gli interventi concreti per le migliorie alpestri che seguiranno negli anni,

19 marzo 1961:
si decide di elaborare un progetto per una strada Gheibà Cascioleir (primo corte dell'alpe Froda),

2 luglio 1961:
la Sezione cantonale delle bonifiche e del catasto sollecita un sopralluogo per vagliare delle migliorie alpestri nel comprensorio,

3 maggio 1962:
a Cevio, riunione vallerana per discutere la problematica,

dal 24 al 28 lugliò62:
sopralluogo della Sezione bonifiche e catasto del Dipartimento agricol- tura su tutti gli alpi della Valle.

1967:
inizio delle trattative per la costruzione del nuovo elettrodotto che da Piano di Peccia attraverserà la valle verso la zona del Cristallina - Nùfenen. Quale contropartita é proposta la costruzione di una strada carrozzabile d'accesso agli alpi, progetto inspiegabilmente rifiutato dall'Assemblea patriziale, che sceglie in alternativa di lasciar costruire una teleferica per il trasporto del materiale e dei formaggi!.

1967/68/69:
studio di un progetto dìalpe modellò da parte dello Studio dell'ing. Rezio Coppi di Locarno, per la miglioria integrale dell'alpe Bolla, costo fr. 400'000.-

28 settembre 1969:
l'Assemblea patriziale approva il progetto

1° maggio 1971:

i costi del progetto Coppi sono aggiornati a fr. 545'000.-. l'ammini- strazione patriziale decide di chiedere all'assemblea di revocare la deci- sione di costruire l'alpe modello,

21 maggio 1971:
l'Assemblea patriziale revoca la sua precedente decisione.

Capitolo chiuso per questo progetto di ristrutturazione integrale dell'alpe. Il Patriziato nel decennio susseguente compie diversi interventi puntuali sui singoli alpi: nuove stalle, cascine e cantine su diversi alpeggi, alcuni interventi obbligati da danni valangari. Il discorso di un risanamento complessivo dei due migliori alpeggi della vallé Froda e Bollà é poi ripreso, finalmente in maniera definitiva, all'inizio degli annì80, anche quale conseguenza dello stimolo della pianificazione regionale e di uno studio d'incentivo promosso dallo Stato per gli interventi nel settore alpestre a livello cantonale.

30 settembre 1980:
incontro a Peccia del Patriziato con il direttore del Dipartimento dell'Economia pubblica on. Flavio Cotti, accompagnato dai suoi colla- boratori, presenti pure il segretario della Regione di montagna del Locarnese e Vallemaggia e degli alpatori. l'on. Cotti sollecita il Patri- ziato di prendere l'iniziativa per lo studio della miglioria integrale degli alpi Bolla e Froda, dichiarando il pieno sostegno dello Stato all'iniziati- va e l'impegno a garantirne la realizzazione,

3 gennaio 1981:
il Patriziato aderisce all'idea di miglioria integrale, anche se si dice stupido che si vogliano spendere tanti soldi per un solo alpe,

26 gennaio 1981:
dopo un ulteriore intervento diretto ed esplicito che conferma la volontà dello Stato per sostenere il progetto, l'Amministrazione patriziale affida l'incarico di progettazione per la miglioria alpestre allo Studio dell'ing. Gianfranco Dazio di Cadenazzo,

16 giugno 1983:
l'Assemblea patriziale approva il progetto di miglioria alpestre degli alpi Froda e Bolla, progetto che prevede la fusione in un solo alpeggio dei due alpi: venticinque dei ventotto presenti all'Assemblea danno la storica luce verde al progetto, stanziando un credito di fr. 1,8 mio.

4. Caratteristiche del progetto
I due alpi si trovano nella parte alta della Valle di Peccia, con limiti d'altitudine tra ca. 1500 m e ca. 2400 m s/m, e una superficie totale di ca. 1350 m2, di cui pascolo produttivo 570 m2. l'alpe Froda (con i Corti Cascioleir, Froda, Piatto e Starlarescio) e l'alpe Bolla (con i corti Sassello, Bolla, Cort Jelmett, Zota e Sasso Nero) verranno, come detto, riorganizzati in un solo alpeggio. Lo stesso, organizzato in tre Corti Cascioleir-Sassello, Froda (corte principale con le istallazioni residenziali e di lavorazione del latte e formaggio) e Piatto, potrà essere caricato con 90 mucche, 15 sterli e 300 capre. La parte di vallata occupata dai corti superiori dell'Alpe Bolla é ora sfruttata per il pascolo delle manzette e sterli. é stata costruita una pista carrozzabile di accesso che dalla località di Gheibà Cava marmo (1165 m/s/m). La stessa ha una lunghezza di circa 6500 m, di cui circa 800 m in galleria sino al Corte principale della Froda. La pista alpestre si prolunga poi per circa 4000 m per raggiungere il Corte del Piatto ad oltre duemila metri d'altezza. Il costo totale del progetto di miglioria, previsto in fr. 2'350'000.--, é poi aumentato a circa tre milioni di franchi.
Confederazione e Cantone Ticino hanno garantito sussidi pari all'88 % dell'investimento previsto. La parte restante é stata coperta per mezzo di un credito agricolo agevolato e con contributi benevoli provenienti da organizzazioni nazionali di sostegno e promovimento della vita attiva nelle regioni di montagna.

5. Conclusione
Nel settembre 1985 si sono iniziati i lavori di costruzione della pista alpestre, l'alpeggio sul nuovo alpe é iniziato nel 1989 e continua ancor oggi con la produzione del rinomato formaggiòVallemaggià. Si deve considerare che la pista alpestre agevola pure l'accesso e lo sfruttamento degli alpi Serodanò alpe sfruttato da alcuni anni con l'alpeggio di mucche di razza scozzese di un'azienda della vallé e Masnaro, dato che accorcia i tempi per l'accesso a questi alpeggi. l'esecuzione della pista ha pure permesso la continuazione dell'estrazione del pregiato marmo bianco di Peccia, con l'inizio di una nuova cava a monte della precedente. Con l'attuazione di questo progetto i Patrizi di Peccia hanno segnato una pagina non trascurabile della storia della comunità locale e preso a proprio carico, in piena libertà e coscienza, il futuro dell'agricoltura e della pastorizia del comprensorio. Accanto a questa iniziativa é stato poi realizzando il raggruppamento dei terreni e il Comune si é dotato di un nuovo Piano Regolatore; tutte parti di un mosaico che messo assieme danno come risultato una solida base per costruire il futuro della comunità locale. Negli ultimi anni il Patriziato ha poi promosso ed attuato alcuni progetti di miglioria puntuali delle sue proprietà e nello stesso tempo sostenuto le iniziative locali e regionali che tendono a far rivivere e valorizzare il nostro territorio alpino. La riattazione conservativa del Corte di Cascioleir (era il primo corte dell'Alpe Froda); il rifacimento delle coperture in piode delle stalle alpestri sui Corti di Sassello, Valamajor e Froda, la posa di un caseificio mobile sull'alpe Arena. Altri stabili alpestri abbandonati sono affittati a privati per mezzo di un contratto di diritto di superficie della durata minima di 30 anni. Un apposito regolamento, approvato dall'Assemblea patriziale e dal Consiglio di Stato, disciplina la procedura d'aggiudicazione e d'assegnazione degli stabili. Il conduttore del contratto s'impegna a conservare la proprietà e di riconsegnarla agibile al patriziato alla scadenza del contratto d'utilizzo. Con un investimento di circa fr. 600'000.- negli anni 2010-2011 é pure stata completamente risanata e ristrutturata la Casa patriziale di Peccia paese per realizzare un'infrastruttura amministrativa moderna ed efficiente al servizio del Patriziato stesso e di tutta la nuova comunità lavizzarese. Un'altra iniziativa di recente realizzazione concerne la tutela attiva di alcuni stabili alpestri abbandonati, quali la creazione di un rifugio per escursionisti al Corte di Sasso Nero, Valle della Bolla, sul sentiero che porta nelle zone del Naret, Cristallina e Robiei. Inoltre la riattazione dei tetti in piode, fatti con il caratteristico e particolare sistema dettòa scamoné, dei vecchi stabili (cascina e due stalle) al Corte del Piatto della Froda. Pertanto, dall'estate 2016, il Patriziato gestisce il piccolo rifugio di montagna (8 posti letto) del Sasso Nero: ridando opportunamente vita ad una vecchia cascina alpestre in disuso, é stato realizzato un piccolo gioiellino inserito in uno stupendo scenario alpino. In fatto d'investimenti, da notare l'importante lavoro di completo risanamento e messa in sicurezza della galleria Frodalta, lungo la pista per l'alpe Bolla e Froda, svolto nel periodo aprile/giugno 2016 con una spesa complessiva di oltre Fr. 500'000.-.

Redazione: arch. Germano Mattei, già segretario patriziale
Peccia, anno 1987 / testo adattato e completato nel 2007 e nel gennaio del 2008



fusio.png Fusio

l nome del Patriziato è "Patriziato di Fusio".

Il territorio del Patriziato di Fusio si estende sulla giurisdizione territoriale del Comune di Lavizzara, frazione di Fusio.

La superficie complessiva del territorio è di 43 milioni di mq.

Gli scopi del Patriziato sono:

a) la conservazione dello spirito patriziale
b) la buona gestione dei beni patriziali
c) l'impiego di tali beni a favore della comunità

Il Patriziato di Fusio conta 87 fuochi con 162 patrizi iscritti nel catalogo elettorale (stato 31.12.2005).

Le principali famiglie patrizie sono: Balemi, Barboni, Cavagna, Dazio, Ressighini, Tabacchi

L' Ufficio patriziale è composto, per il periodo 2009-2013, dalle seguenti persone:

Presidente: Maurizio Dazio
Vice presidente: Valerio Tabacchi
Membro: Emanuele Dazio

Supplenti: Samuele Dazio, Ivana Ghizzardi-Bassetti

Segretaria: Ilaria Poletti